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La Gilda degli insegnanti presenta al ministero Giovedì
prossimo, alle ore 15 la Direzione Nazionale della L’incontro
è stato organizzato per presentare ufficialmente la seconda edizione del
“Libro bianco sul precariato docente”. Ad
un anno di distanza dell’uscita della prima edizione della pubblicazione, la
GILDA Degli INSEGNANTI ha deciso di stampare questa seconda edizione con
l’auspicio che non ci sia bisogno il prossimo anno
della terza; questo starebbe a significare infatti che si è finalmente deciso
di porre fine ad una vergogna nazionale tramite l’impostazione di una seria
politica del personale scolastico che consenta la valorizzazione e la
stabilizzazione di esperienze professionali acquisite sul campo in anni di
lavoro. Sulla
base dei dati forniti dallo stesso Ministero della Pubblica Istruzione, si
evince che tale obiettivo oltre che essere tecnicamente raggiungibile sia
politicamente auspicabile se non si vuole condannare la scuola pubblica
italiana ad un declino certo ed inesorabile. In
estrema sintesi i contenuti del libro bianco possono essere così riassunti: - Elaborazione di un piano pluriennale di assunzioni a tempo indeterminato basato sul turn-over e
sulla possibilità di assunzioni su sede provvisoria; questo consentirebbe la
possibilità di 200.000 assunzioni nei prossimi 5 anni senza che ciò comporti
un onere particolarmente esoso per le casse dello stato. - Eliminazione di norme, quali le
supervalutazioni dei punteggi per la scuola di montagna, piccole isole e
carceri, o la valutazione di corsi di perfezionamento che sono
diventati un vero e proprio pizzo da pagare per non essere scavalcati
in graduatoria permanente. - Abolizione delle attuali graduatorie di Istituto ed istituzione di un centro unico
informatizzato per le supplenze in grado di offrire maggiore trasparenza ed
efficienza nell’attribuzione delle supplenze temporanee. - Proposte sullo stato giuridico dei docenti
precari di modo che anche a loro possa essere garantita una progressione
economica legata all’anzianità di servizio e che non debbano subire penalizzazioni di sorta nella loro ricostruzione di
carriera. IL COORDINATORE NAZIONALE |